Chi sono

Sono Moreno. Prima di tutto, una persona.

Sono Mental Coach, sviluppatore senior, padre e sportivo amatoriale. Nel lavoro, nello sport e nella vita mi confronto anch’io con responsabilità, errori, pressione e cambiamenti.

Non parto da una posizione perfetta. Porto nel coaching ciò che ho imparato vivendo situazioni reali e provando, ogni volta, a capire quando continuare e quando invece fermarmi.

Moreno Funari in piedi all’aperto.

La vita reale

Il lavoro mi ha insegnato che non tutto si risolve insistendo.

Da sviluppatore senior lavoro ogni giorno con problemi complessi, responsabilità, imprevisti e decisioni. Per molto tempo ho pensato che la risposta fosse sempre fare di più, controllare di più e resistere di più.

Con il tempo ho imparato che a volte serve fermarsi, cambiare prospettiva, chiedere un confronto o riconoscere che non tutto dipende da noi.

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    Restare lucidi anche quando aumenta la pressione.

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    Distinguere ciò che è urgente da ciò che è davvero importante.

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    Usare l’errore come informazione, non come condanna.

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    Accettare che chiedere un confronto non significa essere meno capaci.

Sport e presenza

Lo sport mi ricorda che l’azione successiva conta più dell’errore appena fatto.

Nella pallavolo, come nella vita, l’errore può restare addosso e toglierti presenza. Ma la partita continua. Non si tratta di fingere che non sia successo: si tratta di riconoscerlo e tornare nell’azione successiva.

Per me lo sport è un modo concreto per parlare di fiducia, pressione, rispetto e capacità di restare presenti quando le cose non vanno come vorremmo.

La scelta

Ho scelto il coaching perché cercavo concretezza, non frasi motivazionali.

Mi interessa accompagnare chi si sente bloccato, sotto pressione o troppo duro con sé stesso. Non per offrire risposte già pronte, ma per creare uno spazio in cui una persona possa ascoltarsi e vedere con maggiore chiarezza ciò che sta vivendo.

Il coaching mi ha dato un modo per unire ascolto, domande, responsabilità e azione. È qui che la mia esperienza nel lavoro, nello sport e nella vita quotidiana incontra la formazione da Mental Coach.

Come lavoro

Ascolto, domande e piccoli passi.

Non esiste una risposta uguale per tutti. Il lavoro parte dalla situazione concreta che stai vivendo e da ciò che per te è davvero importante.

1

Partire da ciò che c’è

Non serve avere già tutto chiaro. Possiamo iniziare dal punto in cui ti trovi oggi.

2

Fare chiarezza prima di agire

Prima di cercare una soluzione, osserviamo cosa sta accadendo davvero.

3

Senza giudizio

Pensieri, dubbi ed errori non devono essere nascosti per poter essere compresi.

4

Trasformare le riflessioni in azioni

La consapevolezza diventa utile quando porta a un passo concreto e sostenibile.

5

Rispettare i tuoi tempi

Il percorso non deve adattarsi a una formula, ma alla persona e al momento che sta vivendo.

Scopri il coaching

Con trasparenza

Cosa non prometto.

Non prometto di eliminare paura, dubbi o difficoltà. Non sarebbe realistico e non sarebbe rispettoso della persona.

  • Motivazione costante.
  • Soluzioni uguali per tutti.
  • Cambiamenti immediati.
  • Qualcuno che decida al posto tuo.
  • Un sostituto della terapia o di un supporto sanitario.

Posso offrire ascolto, domande, strumenti e uno spazio concreto in cui lavorare su ciò che dipende da te.

Formazione e responsabilità

Competenza e limiti chiari.

Formazione

La mia formazione come Mental Coach comprende un percorso e una certificazione CSEN. Continuo a studiare, fare esperienza e confrontarmi con strumenti che possano essere davvero utili nella vita reale.

Confini

Il coaching non è psicoterapia, non formula diagnosi e non sostituisce cure mediche o psicologiche. Quando una situazione richiede un supporto diverso, è importante rivolgersi al professionista più adatto.

Possiamo partire da ciò che stai vivendo oggi.

Non serve avere già tutto chiaro. Puoi conoscere meglio il coaching oppure scrivermi e raccontarmi brevemente cosa ti ha portato qui.